Maggio è il mese delle rose, dei rosai, delle mamme. Maggio è il mese in cui è nato il mio papà al quale mi lega un rapporto a fasi alterne, conflittuale, ricco di sensi di colpa, ma anche di intenso affetto.
Il giorno in cui è nato, nel diario della mia bisnonna ho trovato scritta questa frase, per me è bellissima:
"Puissiez vous connaitre l'adorable collier de deux petits bras qui se nuent aux cous des mamans"
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venerdì 1 maggio 2009
lunedì 10 novembre 2008
memorie di famiglia
E così una Domenica la bimba, veniva chiamata così dal suo papà quando aveva già due anni e un nome, trovò delle vecchie lettere accuratamente conservate, profumate del buon profumo dell’anziana signorina, e scoprì che erano dei dossier.
Attraverso i quali, la bimba che aveva oramai un età venerabile, avendo superato il mezzo secolo, scoprì tante cose. Che nessuno le aveva mai raccontato prima.
Nella sua famiglia erano venerati e ricordati dei personaggi sacrali, ai quali la bimba aveva cercato sempre di ispirarsi, nell’impegno, nel lavoro e nella serietà. Li aveva sempre ammirati e cercava in tutti i modi di seguirne l’esempio. Ha fatto sempre così finora. E continuerà a farlo.
Mais ces lettres....... si sente quasi indegna per averle aperte e lette, come se un mondo nuovo le si fosse aperto davanti.
Il y avait dans cette famille aussi des autres personnes, di cui nessuno mai le aveva raccontato molto. Quasi fossero solo pallidi fantasmi nello sfondo, di loro aveva sentito storie frammentarie che ne mettevano in luce gli aspetti deteriori, manie e fissazioni, ossessioni peraltro ricorrenti nella famiglia; invece, attraverso queste lettere scoprì che avevano dignità, sogni, aspirazioni anche loro.
Elle apprit aussi que le grand pere de son grand pere etait un batard, che aveva un nome splendente ed inconsueto e veniva da lontano ed era ebreo, non sa da dove venisse ma vorrebbe tanto saperne di più.
E la nipote di questo nonno negli anni 40 scriveva a suo fratello (le grand pere venerato della bimba) di sentirsi bastarda pure lei e che la madre non l’aveva mai amata, che il nonno era bastardo ma almeno aveva avuto la fortuna di essere figlio unico. Parole terribili. Che a distanza di anni feriscono ancora e fanno capire la tristezza e la disperazione di questa donna di cui non c’è neppure una fotografia. Ma che non era frutto di una relazione perchè suo figlio, che la bimba ha conosciuto quando era grandicella, portava stampata sul viso quella che è una particolare caratteristica della famiglia paterna della madre. Donna piuttosto lamentosa nel resto della lettera, ma di cui traspare il coraggio nell’affrontare le situazioni ed una vita che non deve essere stata nè facile nè semplice.
E come lei ce ne sono tanti altri, così lontani ma le cui parole adesso mi risuonano nella mente, come se attraverso quei fogli ingialliti e quelle calligrafie così eleganti ma spesso indecifrabili, volessero continuare a raccontarmi le loro storie, le loro gioie e le loro pene.
Attraverso i quali, la bimba che aveva oramai un età venerabile, avendo superato il mezzo secolo, scoprì tante cose. Che nessuno le aveva mai raccontato prima.
Nella sua famiglia erano venerati e ricordati dei personaggi sacrali, ai quali la bimba aveva cercato sempre di ispirarsi, nell’impegno, nel lavoro e nella serietà. Li aveva sempre ammirati e cercava in tutti i modi di seguirne l’esempio. Ha fatto sempre così finora. E continuerà a farlo.
Mais ces lettres....... si sente quasi indegna per averle aperte e lette, come se un mondo nuovo le si fosse aperto davanti.
Il y avait dans cette famille aussi des autres personnes, di cui nessuno mai le aveva raccontato molto. Quasi fossero solo pallidi fantasmi nello sfondo, di loro aveva sentito storie frammentarie che ne mettevano in luce gli aspetti deteriori, manie e fissazioni, ossessioni peraltro ricorrenti nella famiglia; invece, attraverso queste lettere scoprì che avevano dignità, sogni, aspirazioni anche loro.
Elle apprit aussi que le grand pere de son grand pere etait un batard, che aveva un nome splendente ed inconsueto e veniva da lontano ed era ebreo, non sa da dove venisse ma vorrebbe tanto saperne di più.
E la nipote di questo nonno negli anni 40 scriveva a suo fratello (le grand pere venerato della bimba) di sentirsi bastarda pure lei e che la madre non l’aveva mai amata, che il nonno era bastardo ma almeno aveva avuto la fortuna di essere figlio unico. Parole terribili. Che a distanza di anni feriscono ancora e fanno capire la tristezza e la disperazione di questa donna di cui non c’è neppure una fotografia. Ma che non era frutto di una relazione perchè suo figlio, che la bimba ha conosciuto quando era grandicella, portava stampata sul viso quella che è una particolare caratteristica della famiglia paterna della madre. Donna piuttosto lamentosa nel resto della lettera, ma di cui traspare il coraggio nell’affrontare le situazioni ed una vita che non deve essere stata nè facile nè semplice.
E come lei ce ne sono tanti altri, così lontani ma le cui parole adesso mi risuonano nella mente, come se attraverso quei fogli ingialliti e quelle calligrafie così eleganti ma spesso indecifrabili, volessero continuare a raccontarmi le loro storie, le loro gioie e le loro pene.
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mercoledì 28 maggio 2008
l'antica casa
dopo anni di silenzio, di ragnatele, polvere, topi, bestiacce, un giorno un sogno abitò l'antica casa.
Ricordo che era una domenica, il sogno era quello di riaprirla agli amici, alle voci, ai suoni, ai colori e alla musica.
E così valorizzando tutto quello che c'era, ed era davvero molto, senza gettare nulla che fosse legato alla solida e forte rete dei ricordi, con grande entusiasmo e non meno fatica, una sera l'antica casa illuminata splendeva nella notte.
C'erano torce, profumi, gioia, le lucciole brillavano sui poggi mentre i grilli le accompagnavano nella loro danza notturna.
Ricordo che era una domenica, il sogno era quello di riaprirla agli amici, alle voci, ai suoni, ai colori e alla musica.
E così valorizzando tutto quello che c'era, ed era davvero molto, senza gettare nulla che fosse legato alla solida e forte rete dei ricordi, con grande entusiasmo e non meno fatica, una sera l'antica casa illuminata splendeva nella notte.
C'erano torce, profumi, gioia, le lucciole brillavano sui poggi mentre i grilli le accompagnavano nella loro danza notturna.
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una foto che mi piace molto
penso sia di erwitt

