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giovedì 13 maggio 2010

incontrarsi dopo quasi vent'anni

E così ieri sera ci siamo riviste, gli anni sono passati velocemente, percorsi di vita diversi ci hanno fatto perdere, però ogni tanto io a lei pensavo a questa amica così "amorosa" del suo giovane maritino, quella che si era sposata presto, giovane e felice. Avevo dei ricordi di questa splendida coppia spensierata.
.....Ha i tratti un pò appannati, i capelli tirati e forse non proprio puliti, il viso si è arrotondato, il sorriso è lo stesso, lo sguardo non brilla più.
Ci raccontiamo, delle volte ho l'impressione che mi racconti, o meglio si racconti delle belle favole, che non sia sincera.
La bella favola del suo matrimonio, quella che mi aveva incantata, però è finita.
Chissà lei cos'avrà pensato di me.
E' bello però che non ci sia stato imbarazzo, che non ci siamo trovate come due perfette estranee.

Perchè, delle volte, ho la sensazione che la vita adulta sia un gioco, un malinteso e che un giorno io e i miei amici di un tempo ci toglieremo questi tratti appannati, queste rughe, e torneremo come un tempo, a scuola, alle nostre risate?

martedì 6 ottobre 2009

soirée troc, un idea per divertirsi e riciclare vecchie cose . Hélène c'est genial

da qualche tempo seguo un blog che mi diverte tantissimo http://www.monblogdefille.com/blog/
Helene è un vulcano, autoironica, simpatica, e tanto di più. Inoltre insegna piacevolmente, corredando con video, come truccarsi: dalle creazioni più elaborate, alle tecniche di base, tutto molto pratico e con tanti consigli di prodotti super.
E' un blog che ha moltissime lettrici ed ha organizzato a Parigi, ma le seguaci lo fanno anche in altre città francesi, delle serate "troc".
Si svolgono tra ragazze che hanno già fatto una conoscenza virtuale, attraverso il blog di Helene: il funzionamento è semplice:
viene postato l'annuncio della serata alla quale ogni partecipante porta abiti, accessori, bijoux, trucchi,etc..... dei quali vuole sbarazzarsi, oltre a qualcosa da mangiare e da bere.
si chiacchiera, si smangiucchia qualcosa e si scambiano le varie mercanzie.
dai resoconti che ho letto sono serate divertentissime. Un idea carina da riproporre anche alle amiche!
per saperne di più : http://www.monblogdefille.com/blog/troc-parisien-n%c2%b0-14-el-compte-rendou

mercoledì 30 settembre 2009

musica per causa vinta



Oggi ho vinto una causa, non capita tutti i giorni certo, ma abbastanza spesso (ah ah, ah un pò di autoincensamento non guasta). Però in questo caso quello più di tutto mi ha fatto piacere è stato che ha vinto il mio senso di giustizia, relativo, cfinchè si vuole. Il caso odierno era un vero sopruso posto in essere da un amministrazione a danno di un privato.
E così tornando a casa in autostrada, mi è capitato di ascoltare questa e l'ho messa a palla. Non so cosa il significato delle parole, però la musica è esaltante; oggi vado al massimo (ma non in Messico, purtroppo scenari metropolitani soliti).

giovedì 20 agosto 2009

adoro l'estate e vorrei non finisse mai

Adoro l’estate e vorrei non finisse mai
Perchè?
1) Perchè anche se devo lavorare, quasi ogni giorno nuoto e arrivo fino alle boe ed è così strano sembra di essere soli in mezzo alle onde e invece ogni tanto vedi altre testoline, alcune colorate con le cuffie che spuntano tra i flutti. E’ come un autostrada verso l’azzurro.
2) perchè c’è sempre una musica di sottofondo che esce dalle finestre aperte e se ognuno di noi apre una finestra c’è una sorta di comunicazione che d’inverno non c’è.
3) perchè non guardo più la televisione e quando sono in campagna dormo con tutte le finestre aperte oppure sul terrazzo nel sacco a pelo e guardo le stelle. Delle volte cerco di ritrovarle con l’astrolabio, ma mi perdo contandole e mi addormento tra i grilli. Meraviglioso.
4) perchè mi piace organizzare feste (all’ultima eravamo in cinquanta ) e l’antica casa ne è felice: tutto risuona di musica, di voci, di risate, di richiami. E poi si può cantare, ballare con la luna ed anche la pappa non è male (ho preparato terrine, torte salate, piccoli panini aromatici, dolci e gelati).
E musica, tantissima musica
5) perchè mi piace partire, viaggiare nei traghetti di notte verso le isole e incrociare le luci di altri traghetti che vagano sul mare nella notte. E poi è così facile partire d’estate, bastano poche cose.
L’estate è sempre una festa, ogni sera un invito e qualcosa di speciale, rivedere gli amici di sempre, incontrarne di nuovi, accendere fuochi nelle spiagge (li sorvegliamo sempre fino al mattino).
L’estate è magica!

giovedì 15 gennaio 2009

ultimo giorno del 2008 primo giorno dell'anno nuovo

Un 2008 che ha avuto i suoi momenti difficili, molto, e anche tanti cambiamenti; ma nell’insieme non è stato un brutto anno. Grazie
E sono riuscita ad arrivare a Como in tempo per il Te Deum in Duomo. Te Deum laudamus Domine, in te Domine confitemur............
Sono anni che partecipo a questa celebrazione e per tanti anni ho sentito la voce e le parole di Monsignor Maggiolini. Ho avuto la possibilità di ascoltarlo anche l’ultima volta che ha celebrato il Te Deum in Cattedrale, prima di ritirarsi. Ancora oggi mi commuove pensare al lungo, sentito e affettuoso applauso con il quale questa popolazione del Nord, in genere così schiva, così parca nell’esternare i propri sentimenti, ha voluto salutarlo, e le Sue misurate parole colme di gratitudine.
Quest’anno percorro il lungo lago, decorato da mille lucine che pendono dai rami spogli degli alberi. I loro colori argentei ed azzurrini si intonano così bene alla nebbia ed al colore plumbeo del lago e del cielo.
Il messaggio del Vescovo è positivo e dalla “crisi”, ormai tema presente in ogni dove, forse potrà nascere un nuovo modo di vivere, con più sobrietà ed armonia. Mi sembrano parole sagge, che meritano una riflessione.
Da Piazza Cavour inizia la musica.
Ascolto il messaggio del Presidente della Repubblica a reti unificate; mi colpisce quando afferma che l’unica cosa di cui avere paura è la paura. Anche questa frase merita di essere scritta sulla nuova agenda.
Preparo una cena con tante piccole cose da assaporare, finger food, lenticchie , verdure e dolci.
La musica da Piazza Cavour aumenta, e poi meravigliosi, proprio di fronte a noi, cominciano i fuochi d’artificio: scintille di fuoco che sembrano emergere dal lago e salire verso le profondità della notte. Dal cielo cominciano a cadere tanti, tanti piccoli fiocchi di neve, questo è un effetto speciale non programmato, ma bellissimo. I fiocchi danzano scendendo e vengono a cadere nei nostri calici, ghiaccio di stelle.
Dopo un brindisi, sotto le luci, i fuochi e la neve, verso la una, scendiamo nella piazza. C’è tanta gente e anche polizia e carabinieri. L’atmosfera è festosa, ma tranquilla.
Ballo con il mio ombrellino rosso per ripararmi dalla neve, guardo verso il cielo e vedo cadere questa pioggia bianca, mi sento felice sorridente e serena, verso questo nuovo anno appena iniziato.
E’ un modo davvero speciale per accoglierlo.
La mattina dopo le telefonate, tante con gli amici e Auguri, Auguri e tanta serenità a tutti.
Ascoltiamo il concerto del Primo dell’anno dalla Fenice. Pretre è fantastico per lui la musica è piacere grande e si vede.
Stupendo come dirige la Barcarola di Hoffenbach.
Buon 2009 a Tutti e Auguri di ogni bene.
“Estote laeto animo”!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

venerdì 27 giugno 2008

attese

Questa mattina, in coda per entrare in Cancelleria, riflettevo sulle attese.
La nostra vita è fatta di attese, senza andare nel trascendentale, restando solo nelle cose concrete di ogni giorno, le attese si possono dividere in due categorie: attesa di un momento felice, di un incontro, di un viaggio, di una festa, di una cena. Già il tempo dell'attesa è gioiosa aspettativa di qualcosa di bello.
Poi ci sono le altre attese per, in ordine ovviamente sparso: a)essere trattati male dall'impiegato di turno,in genere uffici pubblici, cancellerie etc. b) pagare tasse, tributi in banca o negli uffici postali. In queste attese spesso si scatenano simpatiche risse tra i partecipanti per il rispetto delle precedenze, in mancanza, per distrarsi si può pensare all'uso che si sarebbe fatto di tutti quei bei soldini che finiranno chissà dove (io in genere penso alle scarpe, non so perchè; delle volte anche ai libri); c) essere ammessi in presenza del Magistrato per spiegargli le ragioni dei propri assistiti, in contraddittorio con l'avversario. Durante questa attesa si ripassano mentalmente le proprie tesi o si chiacchiera amabilmente oppure si legge un giornale. Dopo, al momento del confronto, scompare ogni bonomia, ciascuno è teso ed agguerrito, di fronte a un Giudice che in alcuni ma frequenti casi (almeno per la mia esperienza) non sa nemmeno di cosa si sta parlando perchè apre il fascicolo solo per studiarlo quando deve decidere.
Chissà per quale motivo le attese della prima categoria sono più lievi, più facili anzi gradevoli da sopportare, ma soprattutto numericamente sono infinitamente inferiori rispetto a quelle della seconda? E riguardo alle attese della seconda categoria, com'è pesante attendere qualcosa di sgradevole

mercoledì 25 giugno 2008

Chirone, dedicato a Laura perchè le è simpatico

Chirone era figlio di Saturno e di Filliria. Saturno era birichino e per eludere l’aspra sorveglianza di sua moglie Rea, aveva assunto la forma di cavallo per incontrarsi con Filliria. Ecco perchè il bambino Chirone nacque bimembre.
Era il più sapiente dei centauri.
In gioventù spesso partecipò alle cacce di Diana e da lei avrebbe appreso l’arte di conoscere e di impiegare le erbe medicinali ed anche l’arte della medicina, che poi a sua volta insegnò ad Esculapio.
Abitava in una grotta che si trovava ai piedi del monte Pelio e qui fondò una scuola frequentata dagli Argonauti e dai maggiori eroi della sua epoca, che da lui ebbero educazione sia guerriera che civile. Solo per citarne alcuni: Ercole, Giasone, Esculapio, Teseo, Castore, Enea, Achille.
Chirone insegnava ai suoi allievi, oltre alla medicina e alla chirurgia, l’astronomia; sarebbe stato il primo ad insegnare agli uomini la pratica delle leggi e l’inviolabilità del giuramento.
Era molto bravo nel suonare la lira, con la quale avrebbe risanato i malati; conosceva le proprietà dei corpi celesti e l’arte di allontanare gli influssi malefici dall’umanità.
Giove aveva concesso a Chirone il dono dell’immortalità. Però durante la guerra mossa da Ercole ai Centauri venne ferito al ginocchio da una freccia dello stesso Ercole, deviata dal suo bersaglio.
La ferita era dolorosa ed inguaribile perchè le frecce dell’eroe erano imbevute nel sangue avvelenato dall’Idra di Lerna. I tormenti erano atroci e Chirone scongiurò Giove di toglierli il dono dell’immortalità. Giove, mosso a pietà, acconsentì; ma per renderlo immortale almeno nel nome lo convertì nella costellazione del Sagittario.

lunedì 23 giugno 2008

notte magica

Secondo il calendario liturgico della Chiesa, il 24 Giugno si celebra San Giovanni Battista, che nacque sei mesi prima di Gesù.
Il sole in questo periodo sorge e tramonta sempre nello stesso punto sino al 24 Giugno, quando ricomincia a muoversi sorgendo gradualmente sempre più a sud sull'orizzonte. In epoca pre-cristiana questo giorno era considerato sacro ed era dedicato a riti, presagi e divinazioni. Molti sono i luoghi sacri e gli antichi templi, costruiti in base alla particolare inclinazione dei raggi del sole che si verifica in questo periodo.
Mi piace ricordare alcune credenze, tradizioni e riti, legate all’acqua, al fuoco ed alla vegetazione che in questo momento è al colmo della sua forza.
Nei campi, ma principalmente sulle colline i contadini accendevano grandi falò. Erano considerati purificatori (vi si gettavano cose vecchie per tenere lontano, con il loro fumo, gli spiriti maligni). I falò venivano allestiti anche negli incroci, vi si gettavano erbe aromatiche per tenere lontane le tempeste. La verbena per tenere lontana la mala sorte. I falò erano considerati propiziatori perchè il loro fumo purificava e teneva lontane le malattie dal bestiame e dagli uomini. La stessa funzione aveva la loro cenere, passata sul corpo e sui capelli.
Questa notte poi è il momento migliore per raccogliere le erbe in quanto tutte le loro proprietà sono all’ennesima potenza. Tra queste l’iperico (scaccia diavoli), l’artemisia, la verbena, la lavanda, il biancospino e il rosmarino. Queste erbe e i petali di tutti i fiori profumati si mettono in una bacinella piena d’acqua che deve restare tutta la notte fuori di casa. Al mattino lavarsi con quest’acqua aumenta la bellezza e preserva dalle malattie.
Durante la notte mettendo un mazzetto di erbe tra cui l’iperico sotto il guanciale si avranno dei sogni premonitori.
Il noce è l’albero intorno al quale si danno appuntamento le streghe la notte di San Giovanni. I contadini consideravano quest’albero velenoso e lo piantavano lontano dai loro orti. La notte di San Giovanni si raccolgono le noci ancora acerbe per preparare il nocino.
Raccogliere 24 spighe di grano e conservarle tutto l'anno serviva come amuleto contro le sventure.
La rugiada raccolta la mattina di San Giovanni ha il potere di curare, di purificare e di fecondare.
Per raccogliere la rugiada si stende un panno tra l’erba, strizzandolo poi il mattino successivo.
Si mangiano le lumache di San Giovanni condite con aglio pomodoro e peperoncino, con tutte le loro corna. Ogni cornetto mangiato significa distruggere discordia ed avversità, rappresentate appunto dalle cornine.

martedì 17 giugno 2008

Asclepio o Esculapio

Era il dio della salute e della medicina. Era nato ad Epidauro.
Era figlio di Apollo e della ninfa Coronide (figlia di Flegias, principe dei Lapiti).
La ragazza non era molto fedele ad Apollo, il quale si alterò e la uccise. Le trasse però dal fianco il figlio di cui era incinta (Asclepio o Esculapio) e lo affidò al centauro Chirone. Da piccola in casa c’era un quadro o un piatto nel quale era raffigurato Chirone con il piccolo Asclepio e mi impressionava molto, chissà dove è finito.
Chirone fece vivere il bambino nei boschi e gli insegnò l’arte medica dei semplici, come sono chiamate le erbe alle quali si attribuisce un potere medicinale. E questo mi affascina molto.
Asclepio o Esculapio divenne bravissimo in quell’arte ed anche nella chirurgia, inventò rimedi meravigliosi per ogni malattia e nacque così la leggenda che potesse far rivivere i morti. Però Giove non apprezzò questo suo temerario ardimento e si alterò a sua volta e così lo fulminò.
Asclepio o Esculapio, ebbe una moglie. Secondo alcuni si chiamava Lampezia, secondo altri Epiona, nomi peraltro abbastanza orrendi. Comunque dalla moglie ebbe quattro figlie: Igea, che rappresentava la salute; Panacea che guariva tutte le malattie; Iaso che invece le provocava;Egle, la madre delle grazie. Ebbe anche due figli maschi: Macaone, ucciso all’assedio di Troia e Podalirio anche lui molto abile nella professione medica.
Asclepio o Esculapio fu uno di primi a scoprire i poteri terapeutici della musica.
Era rappresentato quale uomo canuto, dotato di una barba bianca, venerabile. La fronte cinta di alloro ed il corpo coperto da un manto, in una delle mani aveva una verga attorno alla quale era attorcigliato un serpente.
Venne venerato come dio dapprima dagli abitanti di Epidauro, poi da tutta la Grecia e poi il suo culto si diffuse anche a Roma.
Ad Esculapio sono sacri la tartaruga, il gallo ed il serpente.
Perchè scrivo queste cose? Perchè il mito mi affascina come sempre. Ma c’è anche un altra ragione: i fatti di Milano, la nota clinica. Il condizionale è d’obbligo; però è da quando ho letto le dichiarazioni del legale del fondatore, quelle parole così fredde questo press’a poco il senso: “il Notaio Dott..... non scendeva mica nelle corsie a contare i morti”. Terribili. Come se fossero numeri di un ipotetico pallottoliere, un astrazione. Come se non esistessero i dolori, i dubbi, le sofferenze, le notti insonni di tutti quelli che si sono sottoposti ad interventi, asportazioni etc e dei loro famigliari.
Un velo pietoso, un no comment. Forse era meglio no?

sabato 14 giugno 2008

Pelope e la sua storia

Pelope era figlio di Tantalo, re della Lidia, del quale si diceva fosse figlio di Giove e godeva quindi di una certa famigliarità con gli dei. Invitato spesso alla loro mensa, Tantalo riuscì a sottrarvi nettare e ambrosia e parlava dei segreti divini che gli erano stati rivelati. Ma non solo; per mettere alla prova l’ onniscenza degli dei, uccise il proprio figlio Pelope, lo fece a pezzi e lo servì loro come cibo. Ad eccezione di Cerere, che ne mangiò distrattamente una spalla (forse perchè ancora sconvolta dal rapimento della figlia Proserpina), gli altri dei se ne accorsero, Zeus rivelò tutta la sua furia contro Tantalo. Ordinò poi ad Hermes di raccogliere tutti i pezzi del corpo del povero Pelope, e Cloto (una delle Moire), li ricucì; mancava però la spalla e Cerere vi applicò una lucente spalla in avorio.
Pelope cresciuto, s’invaghì perdutamente di Ippodamia, figlia del re Enomao che regnava nell’Elide. Il palazzo di Enomao si trovava ad Olimpia, sulla collina di Crono. Ad Enomao un oracolo aveva predetto che sarebbe stato ucciso dal futuro genero; quindi sfidava tutti i pretendenti della figlia alla corsa delle bighe, attività nella quale si riteneva invincibile perchè poteva contare sui cavalli magici che gli aveva donato Ares. Inoltre era molto astuto: faceva sedere la bellissima fanciulla sulla biga del malcapitato pretendente di turno, in modo tale da distrarlo. Ca va sans dire che gli spasimanti perdevano; ma non solo, la regola infatti stabiliva la morte per chi non vincesse la gara ed intorno all’entrata del palazzo di Enomao erano infisse già tredici teste umane.
Peolope corruppe l’auriga Mirtilo, il quale preparò la biga di Enomao in modo che si spezzasse in due durante la corsa; secondo altri Mirtilo fece si che le ruote della biga si staccassero, sostituendo il perno delle ruote in ferro con uno di cera. Il risultato fu che Enomao piombò nella polvere, il suo corpo venne straziato dai cavalli e morì.
Peolope sposò Ippodamia e fu un re molto potente: conquistò terre in tutte le direzioni, da lui il suo regno si chiamò Peloponneso. Però non diede a Mirtilo il compenso pattuito per il tradimento, anzi quando venne a reclamare lo uccise. Mirtilo morente scagliò contro Pelope e la sua stirpe una terribile maledizione, che evidentemente funzionò, infatti Pelope ebbe ventidue figli, tra i quali Atreo, Tieste e Crisippo.
La gloria di Pelope fu Olimpia. Qui a Pelope venne riservato un sacro monticello posto tra il tempio di Zeus e quello di Hera, con alberi e statue. “Pelope è venerato dagli Elei più di ogni altro eroe a Olimpia, così come Zeus è venerato più di ogni altro dio”. Ogni anno nel suo recinto veniva sacrificato un ariete nero, con lo stesso gesto compiuto da Enomao, prima della sua ultima corsa. Nessuno può assaggiare quella carne, se vuole entrare nel tempio di Zeus.

venerdì 13 giugno 2008

le olimpiadi

Nell’antica Grecia si svolgevano diverse manifestazioni sportive: i giochi di Isthmia, quelli che si tenevano a Nemea, ed altri che avevano sede in Delfi. Il primato lo avevano però i giochi che si svolgevano in Olimpia, celebrati da Pindaro, nella Prima Olimpica, con queste parole:
“L’acqua è la cosa più grande; l’oro un fuoco acceso che splende nella notte sulla superba ricchezza; se vuoi, mio cuore, raccontare gli agoni, non cercare nel giorno, nel cielo vuoto una stella che splenda più calda del sole, e non canteremo un agone più illustre di Olimpia.”
Le città stato dei greci, tanto spesso in rissa tra loro, ogni quattro anni si placavano per amore dello sport. Eppure la leggende che avvolgono le origini delle olimpiadi, ancora oggi simbolo di “tregua sacra”, sono truci e cupe, raccontano di passioni, slealtà e tradimenti.
Pausania narra che Crono (per i romani Saturno), il primo dio che ha regnato nei cieli, nell’età dell’oro aveva già un suo tempio in Olimpia che era un antichissimo bosco sacro, nell’idilliaca valle del fiume Alfeo
A Crono fu predetto che uno dei figli lo avrebbe cacciato dal trono, ed il suo era un trono molto importante: infatti era il Signore del mondo. Allora Crono divorò tutti i suoi figli, ma la moglie (Era) riuscì a nasconderne uno, facendogli ingoiare delle pietre al suo posto, e così Zeus si salvò.
L’educazione di Zeus venne affidata ai cinque Dattilii originari del monte Ida. A loro si attribuiva l’invenzione dell’arte di lavorare il ferro, la magia la conoscenza delle forze naturali e della musica.
Un bel giorno Giove e Saturno combatterono insieme la lotta in Olimpia e il comando di tutto il mondo era il premio di questa vittoria. Vinse Zeus.
I giochi olimpici raggiunsero il loro splendore a partire da Pelope che in Olimpia disputò una gara di bighe truccata e sanguinosa.
ma questa di Pelope è un altra storia

giovedì 12 giugno 2008

capita

capita
delle volte succede di sentirsi un pò, molto giù
da cosa dipende?
spesso vicende esterne, che anche se non lo vogliamo ci coinvolgono
vicende create da altri, e con questo mi riferisco a persone che ci sono care
che, per vivere nei loro mondi ideali, mondi che non tengono conto della realtà delle cose, ci coinvolgono
pesantemente,
in questa rappresentazione. Ma per loro costituisce tutto, non transigono, non accettano i miseri compromessi del reale
e così mediando, cercando di mediare, il peso delle cose ci ricade pesantemente sulle spalle.
Dire loro di no?
non è possibile, si compromettono dei fragili equilibri, delle speranze che se infrante costituirebbero delle ferite profonde,
ferite inguaribili, che cerchiamo con tutte le forze di lenire
perchè vogliamo loro un bene infinito;
avendo imparato a vedere, oltre alla forza la loro incredibile fragilità.
Perchè non ci è dato comportarci diversamente, visto il bozzolo di sentimenti che ci lega.
Tutto questo per dire che vivo in una famiglia (di origine) composta di personaggi con caratteri "forti" di persone fortemente carismatiche,che non hanno saputo accettare il cambiamento delle epoche, dei tempi, che vivono in un mondo tutto loro.
gli anni certo non aiutano a cambiare questi modi ormai così radicati.
Prese di forza, nemmeno.
Ma lamentarci mai, magari un piccolo sfogo, come questo

giovedì 22 maggio 2008

cina capolavori mai visti

appunti di una visitatrice.
mudra del non temere.
berretto daoista.
volto tondo come una perla e umido come la giada.
draghi associati all'acqua ed alla pioggia, ai liquidi e così proteggono dagli incendi
Giochi della candela di giada dei dialoghi, i dialoghi di Confucio.
I cammelli come simbolo della via della seta.
I cavalli stranienri associati alla potenza militare, all'aristocrazia.
I custodi della porta: volti umani con espressioni temibili su figure fantastiche.
Divinità a più braccia per aiutare in più modi.........

lunedì 12 maggio 2008

Le frecce tricolori

In un pomeriggio di Maggio
Con un cielo che aveva i colori di Folon,
con tanto di nave all’orizzonte
puntuali alle cinque ecco le frecce tricolori
precedute da un giallo Canadair
con le sue evoluzioni
e poi loro le frecce
e i commenti simpatici degli astanti
tipo “guarda come zompa il solista” oppure
“sembrano proprio uno stormo di anatre”
Ma che bello e strano questo pomeriggio per festeggiare
Il cinquantenario della ricostruzione del pontile
Del Forte.

una foto che mi piace molto

una foto che mi piace molto
penso sia di erwitt