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martedì 7 febbraio 2012

Piccolo viaggio in Francia 5 Route des Cretes

La tempesta di ieri sera ha pulito il cielo; adesso è abbagliante in questa mattina di Settembre.
La prima tappa è Bormes les Mimosas: un piccolo villaggio medioevale oggi famoso per le sue esposizoni di mimose in inverno e bouganvilee in estate. Infatti ci sono fiori dappertutto; e poi gallerie di artisti e, in rue Carnot, negozi turistici che vendono prodotti provenzali un pò stereotipati. Compero delle saponette alla lavanda, più tardi mi accorgo che hanno un profumo artificiale, talmente intenso che in macchina dopo poco non si respira.
Le strade sono tortuose e ripide: una si chiama Rompi Cuou  .
Si prosegue in macchina lungo la Route des Cretes, attraverso la macchia mediterranea, il panorama è spettacolare!
Si arriva  a Collobrieres (1.600 abitanti), costruita nel verdegiante massicio  des Maures, e considerata la sua capitale.Le prime tracce di vita in questo villaggio risalgono all'epoca pre-romanica.   A Collobrieres si ha l'impressione  di essere tornati indietro nel tempo,  negli anni 50: il tempo scorre lento, gli abitanti del luogo sono seduti nei caffè e chiaccherano, fumano o giocano a carte; turisti pochi.  E' un delizioso ed autentico villaggio provenzale . Gli edifici sono un pò in rovina ma affascinanti.
E' circondata da 900 ettari di castagneto e produce 200 tonellate di castagne all'anno; tutto ruota intorno alla castagna e alla sua elaborazione più squisita: i marrons glaces. Buonissimi, la glassa di zucchero non è predominante sul meraviglioso sapore dei marroni.Un indirizzo da non perdere è  http://www.confiserieazureenne.com/fr/index.asp
 


 


venerdì 3 febbraio 2012

Piccolo viaggio in Francia 4 Saint Tropez

E' molto piacevole, in estate, raggiungere Saint Tropez via mare. La strada per arrivare, invece, è piena di turisti e si formano code interminabili.
Via mare si parte dal piccolo porto di Sainte Maxime, con i battelli verdi, e si arriva in 20 minuti circa. S'imbarca un anziana e chicchissima signora, ha gli occhi verdi e ridenti da gatta e una borsa meravigliosa. Poco dopo arriva suo figlio e cerca di convincerla a salire sulla sua imbarcazione. Lei rifiuta con garbo ed ironia perchè, a quanto pare, lui è un pò spericolato sul mare. Durante la navigazione si affiancano con la loro barca e partono saluti gioiosi.
Il nome desueto di Saint Tropez è Saint Torpè: Torpete era un ufficiale romano che si convertì al cristianesimo. Per questo Nerone ordinò di farlo decapitare. Ma non solo, infatti dispose che il suo corpo dovesse essere abbandonato alla deriva in compagnia di un cane e di un gallo in modo tale che ne divorassero i resti.
Il corpo approdò, invee, intatto presso Saint Tropez. Gli abitanti di questo piccolo villaggio fecero del martire decapitato il loro santo patrono. Dany Lartigue ha raccontato questa leggenda in una bella stampa dai caldi colori.
Arrivando è impossibile non restare stupefatti dalla profusione di yachts: hanno le dimensioni di navi e nomi strabilianti: "disco volante", "idol", "ghepard lion". Quest'ultimo è tutto una gheparderia anche i tender sono maculati. Il più bello di tutti è tutto nero con una linea filante e molto sobria. Si distingue.
E poi ancora Le Vieux Port, con le sue stradine e la statua del Bailli de Suffren, costruita con il metallo di un cannone ottocentesco.
Partendo dalla Ponche si sviluppa il fantastico sentier du littoral; ne ho percorso solo un piccolo tratto: quello che curva attorno al Port des Pecheurs e costeggia il Cimitiere Marin per arrivare alla Plage des Graniers. Dove mi sono fermata. E' un sentiero molto piacevole da percorrere e, se non fosse stato per il caldo, sarei arrivata volentieri più avanti. Ma la Plage des Graniers èdavvero molto bella: l'acqua è meravigliosamente pulita e fresca.
Le tentazioni per gli acquisti sono davvero tante e spaziano da oggetti veramente kitsch e costosissimi, a capi di una raffinatezza divina, come per esempio:   meravigliosi cappelli fatti su misura, camice dal taglio stupendo, accostamenti di colori incredibili, magliette  dalle tinte tenui  scivolate su leggins bianchi.
Una scoperta piacevole è stata Le sporting, una brasserie, sul lato in ombra della Place des Lices, frequentatissima anche da gente del posto. Mangiato benissimo .
Nelle calde luci del tramonto, sul porto, un aperitivo sulla terrazza del caffè  Senequier, aperto nel 1887 e dove Sartre  scrisse alcuni capitoli di un suo libro Les Chemins de la Libertè  . E' pieno di tavolini rossi e rosse sedie da registr, dove si accalca una folla estiva e armoniosa. Immediatamente davanti : lo spettacolo degli   yachts e della loro incredibile fauna che si prepara per le feste della serata, quando ad un tratto....... arriva un personaggio vestito da flic e comincia a fermare quelli che passano: in auto, a piedi, in bicicletta non importa, li ferma come fosse un flic e contesta le infrazioni più improbabili. E' difficile da descrivere, ma è fantastico: un comico di strada bravissimo, brillante, pieno di savoir fair: ha improvvisato uno spettacolo con nulla, forse sarà la magia del luogo e della sera.


giovedì 2 febbraio 2012

Piccolo viaggio in Francia 3 - Plan de la Tour

Come ho già scritto, l'arrivo a Plan de la Tour, è stato determinato  dal caso: una prenotazione all'ultimo momento.
E' un piccolo paese delizioso, situata nella regione Provenza Alpi Costa Azzurra. Quando si arriva  la sera si viene accolti dalla luce variopinta di  tante lampadine multicolori che illuminano, all'ingresso del paese, la piazza dove si radunano accaniti giocatori di  pétanque. E' una versione provenzale delle bocce, inventata da Jules Le Noir, un campione locale di bocce di La Ciotat, che a causa dell'artrite non riusciva più a prendere la rincorsa prevista in questo gioco prima del lancio. Inventò così questa variante nella quale si lancia la boccia da fermi "pieds  tanques" che in lingua provenzale significa piedi legati.
Come sono armoniose ed arcaiche le parole provenzali!  In questa zona è una lingua ancora parlata ed usata.
Un altro aspetto positivo di Plan de la Tour è la sua posizione tranquillla, la sua vicinanza al Massif des Maures. Anche questo nome deriva dal provenzale "maouro" che significa bosco scuro. E' percorso da strade incantevoli che attraversano un paesaggio splendido, la folla di turisti che imperversa sulla costa sembra lontana anni luce.
Un aspetto che invece non ho apprezzato di Plan de la Tour sono stati i suoi ristoranti, anche se quasi tutti hanno un aspetto molto pittoresco. Forse non ho avuto fortuna ma la qualità del cibo lasciava un pò a desiderare e ho trovato proposte più interessanti ed anche più economiche a Saint-Tropez.
Sembra incredibile, vero?

una foto che mi piace molto

una foto che mi piace molto
penso sia di erwitt