Mentre comincia un nuovo carrozzone di Sanremo, preannunciato da spot cretini,
questa mattina su rai tre che ogni tanto seguo (la storia siamo noi),
hanno rievocato la tragica vicenda di questo meraviglioso cantante
che ai suoi tempi non poteva essere compreso.
Sembrano trascorsi dei secoli,
come sono cambiate le idee, il modo di considerare la realtà, l'amore, la vita, i sentimenti.
Struggenti queste parole che Fabrizio de Andrè gli dedicò............
"Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all'odio e all'ignoranza
preferirono la morte."
martedì 18 gennaio 2011
venerdì 17 dicembre 2010
pot-au feu par F. Delahaye 1882
Sta nevicando, il cielo è livido ma l'atmosfera è quella tipica del Natale che si avvicina.
L'inverno ha il suo fascino.
Apro il libricino della mia bisnonna “La cuisine des petits menages” par F. Delahaye , Paris Librarie Hachette 1882.
La ricetta del pot-au feu mi sembra quella più indicata per questa sera di gelo.
“Ayez une marmite de la contenence de cinq litres, deux livres de boeuf, deux moyennes carottes, un navet, trois poireaux. Mettez l'eau et le boeuf dans la marmite, salez, mettez en ebullition; enlevez l'ecume a cinq au six reprises, mettez de temps en temps quelques cuillerees d'eau froide; enfin, lorseque le bouillon est clair, ajoutez les carottes et navets epluchès et fendus ed deux, puis le poireaux coupes en deux et lies, et donnez quattre a cinq heures de cuisson.
Nota: les vinandes maigres, telles que gite a noix, tranche, font le meilleur bouillon; les viandes telles que culotte, bavette d'aloyau, poitrine, sont meilleures a manger, mais font le bouillon moins nutritif a quantites egales. Je proscris absolument les viandes rassises.
Observations: On peut accompagner le bouilli des sauces piquante, tomate; des garnitures de choux, de choucrute, de croquettes de pommes de terre, de duchesses etc.”
L'inverno ha il suo fascino.
Apro il libricino della mia bisnonna “La cuisine des petits menages” par F. Delahaye , Paris Librarie Hachette 1882.
La ricetta del pot-au feu mi sembra quella più indicata per questa sera di gelo.
“Ayez une marmite de la contenence de cinq litres, deux livres de boeuf, deux moyennes carottes, un navet, trois poireaux. Mettez l'eau et le boeuf dans la marmite, salez, mettez en ebullition; enlevez l'ecume a cinq au six reprises, mettez de temps en temps quelques cuillerees d'eau froide; enfin, lorseque le bouillon est clair, ajoutez les carottes et navets epluchès et fendus ed deux, puis le poireaux coupes en deux et lies, et donnez quattre a cinq heures de cuisson.
Nota: les vinandes maigres, telles que gite a noix, tranche, font le meilleur bouillon; les viandes telles que culotte, bavette d'aloyau, poitrine, sont meilleures a manger, mais font le bouillon moins nutritif a quantites egales. Je proscris absolument les viandes rassises.
Observations: On peut accompagner le bouilli des sauces piquante, tomate; des garnitures de choux, de choucrute, de croquettes de pommes de terre, de duchesses etc.”
giovedì 4 novembre 2010
riconciliarsi con l'inverno
ho trovato su questo blog : http://souslefiguier.blogspot.com/ visitatelo è interessante davvero.
http://souslefiguier.blogspot.com/2010/10/une-liste-pour-se-reconcilier-avec.html
un post delizioso, contiene una lista di cose da fare per riconciliarsi con il freddo inverno, vi consiglio di leggerlo.
L'ho stampato ed appeso al frigo e ogni volta che lo leggo mi sento meglio.
ecco alcuni consigli:
"collocare un cesto vicino alla porta di ingresso per ritrovare guanti e sciarpe, collocare una crema per le mani vicino al lavabo e un balsamo per le labbra in ogni borsa.
Avere una piccola farmacia per curare i piccoli mali di stagione, pasticche per la gola, paracetamolo, anti influenzale omeopatico, sciroppo per la tosse"
"cuocere una torta alle mele, noci e cannella, fare un the caldissimo e dividere questo momento quando il cielo è così basso che il giorno sembra la notte"
" rendere le nostre camere ancora più accoglienti, arearle, anche in inverno, diffondere degli oli essenziali, passiamo un terzo della nostra esistenza nel nostro letto"
"la sera prendere un quarto d'ora per preparare la giornata successiva, verificare l'agenda, gli appuntamenti, preparare le cose di cui si avrà bisogno: chiavi, carte, posta. Scegliere i vestiti da indossare"
"ogni mattina offrirsi il tempo di una vera colazione con l'odore croccante del pane grigliato, del caffè fresco, l'aroma del the, vedere il giorno che sorge..... ancora nessun giornale ma le parole o il silenzio, il mondo sembra ancora così sereno a quest'ora"
"posare un plaid sul divano e un buon libro, accendere una candela profumata, trovare il tempo per riordinare le foto di famiglia o delle vacanze"
"Ammirare Sirius, la più bella stella del nostro cielo notturno in inverno"
"Approfittare delle belle giornate fredde per camminare nella campagna e areare il proprio spirito"
"invitare gli amici intorno ad una zuppiera odorante e fumante, ridere per rischiarare questa notte troppo lunga, questi mesi di brume e di nebbia, di ghiaccio e di brividi"
L’hiver devient douillet, lumineux, réconfortant.
http://souslefiguier.blogspot.com/2010/10/une-liste-pour-se-reconcilier-avec.html
un post delizioso, contiene una lista di cose da fare per riconciliarsi con il freddo inverno, vi consiglio di leggerlo.
L'ho stampato ed appeso al frigo e ogni volta che lo leggo mi sento meglio.
ecco alcuni consigli:
"collocare un cesto vicino alla porta di ingresso per ritrovare guanti e sciarpe, collocare una crema per le mani vicino al lavabo e un balsamo per le labbra in ogni borsa.
Avere una piccola farmacia per curare i piccoli mali di stagione, pasticche per la gola, paracetamolo, anti influenzale omeopatico, sciroppo per la tosse"
"cuocere una torta alle mele, noci e cannella, fare un the caldissimo e dividere questo momento quando il cielo è così basso che il giorno sembra la notte"
" rendere le nostre camere ancora più accoglienti, arearle, anche in inverno, diffondere degli oli essenziali, passiamo un terzo della nostra esistenza nel nostro letto"
"la sera prendere un quarto d'ora per preparare la giornata successiva, verificare l'agenda, gli appuntamenti, preparare le cose di cui si avrà bisogno: chiavi, carte, posta. Scegliere i vestiti da indossare"
"ogni mattina offrirsi il tempo di una vera colazione con l'odore croccante del pane grigliato, del caffè fresco, l'aroma del the, vedere il giorno che sorge..... ancora nessun giornale ma le parole o il silenzio, il mondo sembra ancora così sereno a quest'ora"
"posare un plaid sul divano e un buon libro, accendere una candela profumata, trovare il tempo per riordinare le foto di famiglia o delle vacanze"
"Ammirare Sirius, la più bella stella del nostro cielo notturno in inverno"
"Approfittare delle belle giornate fredde per camminare nella campagna e areare il proprio spirito"
"invitare gli amici intorno ad una zuppiera odorante e fumante, ridere per rischiarare questa notte troppo lunga, questi mesi di brume e di nebbia, di ghiaccio e di brividi"
L’hiver devient douillet, lumineux, réconfortant.
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martedì 26 ottobre 2010
Gelatina
sempre dagli appunti della mia bisnonna......
"metti in una pentola d'acqua sale, cipolline, prezzemolo, sedano dei piedi di maiale oppure di bue, carne magra (muscolo) lascia bollire il tutto finchè è molto cotta la carne e ci vorrà quasi una giornata. Bisogna fare attenzione nel mettereil sale perchè il brodo si riduce a metà nel cuocere tanto tempo.
Cotta che sia la carne, colala attraverso un panno bagnato e strizzato, che non lasci passare il grasso.
metti due chiare di uovo e aggiungile alla gelatina colata, rimettila al fuoco non smettendo di girare, finchè bolle. Appena bolle chiudila con un coperchio e metti fuoco tanto che la gelatina continui a bollire pianissimo. Lascia cuocere per cinque minuti e quando il chiaro di unovo si è messo come a ciambella ritirala e aggiungi aceto o limone.
Colala facendola passare in una tela molto spessa, nella forma o lasciala raffreddare se d'inverno; se in estate mettila in ghiacciaia.
Non bisogna mai rimestarla ne metterla a contatto con oggetti di rame.
"metti in una pentola d'acqua sale, cipolline, prezzemolo, sedano dei piedi di maiale oppure di bue, carne magra (muscolo) lascia bollire il tutto finchè è molto cotta la carne e ci vorrà quasi una giornata. Bisogna fare attenzione nel mettereil sale perchè il brodo si riduce a metà nel cuocere tanto tempo.
Cotta che sia la carne, colala attraverso un panno bagnato e strizzato, che non lasci passare il grasso.
metti due chiare di uovo e aggiungile alla gelatina colata, rimettila al fuoco non smettendo di girare, finchè bolle. Appena bolle chiudila con un coperchio e metti fuoco tanto che la gelatina continui a bollire pianissimo. Lascia cuocere per cinque minuti e quando il chiaro di unovo si è messo come a ciambella ritirala e aggiungi aceto o limone.
Colala facendola passare in una tela molto spessa, nella forma o lasciala raffreddare se d'inverno; se in estate mettila in ghiacciaia.
Non bisogna mai rimestarla ne metterla a contatto con oggetti di rame.
giovedì 2 settembre 2010
Firenze Piazza Santa Croce Leonard Cohen
Amo Leonard Cohen, i suoi capelli tagliati corti, il cappello, la giacca e cravatta, l'abito impeccabile, i modi da signore senza tempo, la compostezza, il suo modo di concedersi al pubblico con generosità, la voce da brivido che viene da profondità abissali, potente e carezzevole come non mai, la musica, le parole.
Un concerto che insieme è mistico, vibrante, coinvolgente, sensuale.
Il sassofonista suona in modo strepitoso, il suo old friend regala degli "a solo" indimenticabili, la corista ha la pelle ambrata, una voce che incanta.
E lui, quando un altro componente della band suona o canta, si toglie il cappello e lo appoggia sul cuore.
Piazza Santa Croce non ha bisogno di parole.
Le stelle nel cielo e i giochi semplici della luce si riflettono sulle impalpabili tende che avvolgono il palco. Il vento le muove e dal palco porta dritto fino a me vibrazioni, sensazioni positive, emozioni intense. Il vento asciuga qualche lacrima.
Sono seduta accanto a due personaggi usciti da non so dove, affascinanti: lei con un buffo capellino a maglia dal quale escono nuvole di capelli bianchi, corporatura enorme, occhi azzurri ridenti mi sorride, le sorrido; lui è un gigante barbuto e capelluto. Alla fine salgono sulle sedie, con grande naturalezza e lievità potrebbero spiccare un volo verso il cielo.
Ps ovviamente non potevano mancare gli zotici che durante il concerto si alzano per andare a prendere birre, granite e quant'altro…………
Un concerto che insieme è mistico, vibrante, coinvolgente, sensuale.
Il sassofonista suona in modo strepitoso, il suo old friend regala degli "a solo" indimenticabili, la corista ha la pelle ambrata, una voce che incanta.
E lui, quando un altro componente della band suona o canta, si toglie il cappello e lo appoggia sul cuore.
Piazza Santa Croce non ha bisogno di parole.
Le stelle nel cielo e i giochi semplici della luce si riflettono sulle impalpabili tende che avvolgono il palco. Il vento le muove e dal palco porta dritto fino a me vibrazioni, sensazioni positive, emozioni intense. Il vento asciuga qualche lacrima.
Sono seduta accanto a due personaggi usciti da non so dove, affascinanti: lei con un buffo capellino a maglia dal quale escono nuvole di capelli bianchi, corporatura enorme, occhi azzurri ridenti mi sorride, le sorrido; lui è un gigante barbuto e capelluto. Alla fine salgono sulle sedie, con grande naturalezza e lievità potrebbero spiccare un volo verso il cielo.
Ps ovviamente non potevano mancare gli zotici che durante il concerto si alzano per andare a prendere birre, granite e quant'altro…………
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lunedì 2 agosto 2010
marmellata di amarene
levate i noccioli, pesate, aggiungete 250 grammi di zucchero per 500 grammi di frutta; mettete il tutto in una pentola e poi l fuoco, fate cuocere cinque o sei minuti rimestando con cura per non rompere i frutti, schiumate bene e versate in una terrina fino al domani. Ricominciate la stessa cottura, questa volta per una mezz'ora, poi mettete nell'albanella.
qui non ho trovato il procedimento per la successiva conservazione, sterilizzazione; ma in calce il peso dei contenitori, probabilmente utilizzava gli stessi e si regolava per la tara.
peso zuppiera K 1570
peso insalatiera k 1590
qui non ho trovato il procedimento per la successiva conservazione, sterilizzazione; ma in calce il peso dei contenitori, probabilmente utilizzava gli stessi e si regolava per la tara.
peso zuppiera K 1570
peso insalatiera k 1590
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lunedì 26 luglio 2010
antiche ricette: conserva di pomidoro in bottiglie
La soffitta mi ha fatto un regalo prezioso: una cassa di legno piena di libri della mia bisnonna.
Tra tanti libri anche alcuni di cucina e dentro uno di questi ho trovato biglietti ripiegati con le sue ricette, scritte nella sua elegante ed asciutta calligrafia.
Voglio condivederne alcune, c'è tutto un mondo dentro, comincierò da questa:
Conserva di pomidoro in bottiglia
Si lavano e si aprono i pomidoro, togliendo il seme e si mettono a bollire in un paiuolo o di rame o di bronzo con rosmarino e spicchio di aglio. Quando sono ben cotti ed hanno consumato l'acqua (circa tre ore) si passano allo staccio ed una volta passati si mettono in una casseruola di rame. Si fanno bollire circa due ora e mezza, prima di togliere la conserva dal fuoco vi si mette del sale fino e dell'olio (conviene guardare che la cottura sia simile alla conserva che si fa ogni giorno e non di più). Si versa in un piatto in terra e quando è quasi fredda si mette nelle bottiglie, legando fortemente con lo spago il tappo e devono essere bene battute. Per pulizia due giorni prima di adoperare i tappi conviene farli bollire con acqua ed un po’ di sale e farli asciugare al sole. Anche le bottiglie devono essere sgocciolate per due o tre giorni. Empite le bottiglie ben legate si mettono in un paiuolo con acqua ed un po’ di fieno affinchè non si tocchino fra tolo. L'acqua deve arrivare al collo delle bottiglie od un poco più in su, ma non coprirle. Bisogna fare bollire per un ora e poscia togliere il fuoco di sotto il paiuolo. Badare bene a non togliere le bottiglie dall'acqua ma lasciarvele fino all'indomani mattina.
p.s. si evita questo lungo procedimento mettendo nella conserva dell'acido salicidico ossia 1 grammo per ogni chilo di conserva.
Il giorno 17 Agosto 1927 si fa la conserva di pomidoro in bottiglia. Di due panieri di pomidoro si ricavarono kg. 24010 di conserva e si empirono 33 bottiglie piccole e 13 grandi.
E' bene ricordare che tanta conserva è meglio sia fatta in due giorni perché tutta in una giornata è una fatica e uno strapazzo.
Il giorno 4 Settembre 1928 si fa la conserva in bottiglia con un paniere di pomidoro e riesce kg. 9700; si empiono 20 bottiglie piccole e una grande.
Tra tanti libri anche alcuni di cucina e dentro uno di questi ho trovato biglietti ripiegati con le sue ricette, scritte nella sua elegante ed asciutta calligrafia.
Voglio condivederne alcune, c'è tutto un mondo dentro, comincierò da questa:
Conserva di pomidoro in bottiglia
Si lavano e si aprono i pomidoro, togliendo il seme e si mettono a bollire in un paiuolo o di rame o di bronzo con rosmarino e spicchio di aglio. Quando sono ben cotti ed hanno consumato l'acqua (circa tre ore) si passano allo staccio ed una volta passati si mettono in una casseruola di rame. Si fanno bollire circa due ora e mezza, prima di togliere la conserva dal fuoco vi si mette del sale fino e dell'olio (conviene guardare che la cottura sia simile alla conserva che si fa ogni giorno e non di più). Si versa in un piatto in terra e quando è quasi fredda si mette nelle bottiglie, legando fortemente con lo spago il tappo e devono essere bene battute. Per pulizia due giorni prima di adoperare i tappi conviene farli bollire con acqua ed un po’ di sale e farli asciugare al sole. Anche le bottiglie devono essere sgocciolate per due o tre giorni. Empite le bottiglie ben legate si mettono in un paiuolo con acqua ed un po’ di fieno affinchè non si tocchino fra tolo. L'acqua deve arrivare al collo delle bottiglie od un poco più in su, ma non coprirle. Bisogna fare bollire per un ora e poscia togliere il fuoco di sotto il paiuolo. Badare bene a non togliere le bottiglie dall'acqua ma lasciarvele fino all'indomani mattina.
p.s. si evita questo lungo procedimento mettendo nella conserva dell'acido salicidico ossia 1 grammo per ogni chilo di conserva.
Il giorno 17 Agosto 1927 si fa la conserva di pomidoro in bottiglia. Di due panieri di pomidoro si ricavarono kg. 24010 di conserva e si empirono 33 bottiglie piccole e 13 grandi.
E' bene ricordare che tanta conserva è meglio sia fatta in due giorni perché tutta in una giornata è una fatica e uno strapazzo.
Il giorno 4 Settembre 1928 si fa la conserva in bottiglia con un paniere di pomidoro e riesce kg. 9700; si empiono 20 bottiglie piccole e una grande.
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una foto che mi piace molto
penso sia di erwitt

